In pochi decenni, dalle nostre tavole sono così sparite centinaia di varietà di mele, pere, prugne, pesche, albicocche, ciliegie … facendoci perdere il senso delle stagioni e la possibilità di gustare una grande varietà di sapori.
Non solo: ogni volta che compriamo una mela proveniente dall’altra parte del mondo introduciamo nell’atmosfera una enorme quantità di anidride carbonica.
Insomma, abbandonando i vecchi frutteti e le vecchie varietà, si rischia di distruggere un intero patrimonio estetico, culturale ed ecologico.
L’obiettivo dell’Antico Pomario è proprio quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità non solo da un punto di vista prettamente agronomico, ma anche appunto estetico, culturale ed ecologico, coltivando in modo naturale e mettendo a disposizione dei consumatori una serie di prodotti frutticoli presenti nelle nostre tradizioni agricole e gastronomiche, recuperando e valorizzando le tradizioni legate alla produzione e all’utilizzo di questi prodotti.
Il valore aggiunto della nostra offerta si basa pertanto sui quattro modelli di conduzione dell'azienda elencati qui a sinistra, sostenuti da principi nei quali crediamo fermamente e che vogliamo condividere e mettere a disposizione dei nostri clienti.
IL cuore dell’azienda è il Giardino dei Frutti Perduti, che si estende su una superficie di circa un ettaro e mezzo fra le colline coperte di vigneti della Val Tidone, dove vengono coltivati, o forse è meglio dire “collezionati”, frutti antichi e rari, non facilmente reperibili in commercio e piccoli frutti (more, lamponi, ribes, una spina).
Un “giardino” e non solamente un frutteto dove, come nella tradizione medievale e poi rinascimentale del “brolo”, è possibile fare una passeggiata rilassante fra i vialetti inerbiti e cespugli di profumatissime rose ammirando, raccogliendo ed assaggiando le più di 200 varietà diverse di frutti (fra cui una cinquantina di cultivar di meli, una quarantina di peri), così come varietà inconsuete (o desuete) di ciliegie, albicocche e susine ed esemplari di fruttiferi rari e curiosi (biricoccoli, cornioli, sorbi, cagnetti, giuggioli, azzeruoli, ecc.).