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La Bio Coltivazione
L’uomo, utilizzando le tecniche agricole, cerca di regolare il ciclo di vita del sistema a proprio vantaggio (maggiore produzione, stabilità dell’alternanza naturale, migliore qualità). Per ottenere questi scopi, sotto la spinta di una sempre maggiore richiesta di produzione e modelli di consumo sempre più orientati all’estetica (la bella mela) piuttosto che al gusto e agli aspetti nutrizionali (la buona mela), l’agricoltura “industriale” ha sviluppato una serie di tecnologie chimico-farmaceutiche che regolano l’equilibrio dell’ecosistema alterando (spesso in modo permanente) i rapporti naturali esistenti fra le sue componenti (pianta, terreno insetti, clima) sostituendosi ad essi. Purtroppo, tale approccio ha causato (e continua a causare) danni irreversibili all’ambiente: pensiamo agli effetti del DDT nel passato, o molto più recentemente alla scomparsa delle api …
Noi dell’Antico Pomario crediamo che una altro modello di sviluppo sia possibile e per questo motivo abbiamo “sposato” l’approccio ecocompatibile proposto dall’agricoltura biologica, evitando in modo assoluto l’utilizzo di prodotti di sintesi ed adottando tecniche agronomiche che tengano conto delle interazioni e degli equilibri esistenti fra le componenti dell’ecosistema.
Se rimane vero che qualsiasi forma di coltivazione implica una alterazione dell’equilibrio naturale dell’ecosistema, riteniamo che comprendendo a fondo le reazioni dell’ecosistema agli interventi agronomici (concimazione, lavorazione del terreno, irrigazione, potatura), sia possibile mettere in pratica delle strategie che rispettano l’ambiente pur ottenendo buoni risultati produttivi e qualitativi.
I principi di questa strategia sono semplici: maggiore importanza della prevenzione rispetto alla cura, comprensione e intervento sulle cause anziché lotta agli effetti, interventi correttivi solo finalizzati a stimolare il sistema stesso a ripristinare l’equilibrio e i processi naturali necessari al suo sviluppo.
In termini pratici questo si traduce nell’utilizzo di tecniche biologiche che vanno dalla concimazione basata sul compostaggio (mulching), la difesa dai parassiti attraverso trappole cromotropiche, confusione sessuale e antagonisti naturali, i trattamenti con prodotti di origine vegetale (ad esempio, macerato di equiseto, il “sapone di Marsiglia”) o animale (i propoli) o di uso tradizionale (ad esempio, la poltiglia bordolese).
Tale approccio non è nuovo, anzi è antico. Infatti le pratiche agronomiche dell’agricoltura biologica erano messe in pratica nel passato (spesso in maniera inconsapevole) quando l’uomo aveva con l’ambiente un rapporto più “paritetico” e di rispetto e quando, ad esempio, la presenza di agenti patogeni (malattie crittogamiche, parassiti, insetti) era vista come un fatto fisiologico nell’attività agricola, non una dichiarazione di guerra da parte della natura all’inarrestabile “progresso” dei consumi !
In fondo, avendo deciso di dedicarci alla riscoperta dei frutti antichi e rari, non potevamo che adottare queste pratiche “antiche” e purtroppo ancora troppo “rare” !
PS: Per dare totale trasparenza e visibilità delle nostre pratiche agronomiche, tutti i trattamenti effettuati vengono pubblicati nelle pagine delle Notizie. |